Il cannabidiolo, più comunemente definito CBD, è il cannabinoide sul quale si stanno focalizzando da anni la maggior parte degli studi, il cui scopo è quello di dimostrarne l’efficacia sul corpo umano nel combattere diversi disturbi: i campi di indagine maggiormente coinvolti negli studi concernono prevalentemente il trattamento del cancro, della psicosi e le sue potenzialità come sostanza anti-convulsivante. Tuttavia, le proprietà del CBD sono state riconosciute anche per contrastare svariati altri disturbi, tra i quali il morbo di Alzheimer, diabete, malattie della pelle, distonia ed ipertensione.

Nel gennaio 2016 è stato confermato dal Neuropsychopharmacology lo studio del dottor Leweke che dimostra le proprietà anti-psicotiche del CBD. La rivista Neuropsychopharmacology ha sostenuto lo studio di Leweke affermando inoltre che sembra non avere effetti collaterali evedienti né una dose letale. E’ stato inoltre annunciato dall’industria bio-farmaceutica inglese GW Pharmaceuticals che sono stati iniziati i test su un nuovo farmaco a base di CBD contro i sintomi della schizofrenia. Un altro studio, questa volta condotto da ricercatori dell’Università di Medicina di San Paolo e pubblicato sulla rivista Fundamental & Clinical Pharmacology ha dimostrato sui topi che il CBD può ridurre e in alcuni casi bloccare i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo.

Parlando di dipendenze, possiamo dire che i ricercatori dell’unità di Psicofarmacologia dello University College of London hanno dimostrato l’efficacia del CBD nel combattere la dipendenza da nicotina; un altro studio pubblicato dal mensile Pharmacology Biochemistry and Behavior ha dimostrato che il CBD può essere usato per eliminare danni celebrali provacati dall’alcol, e ancora i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine of New York ha scoperto che può venire impiegato per prevenire la steatosi epatica, disturbo che può portare a cirrosi ed epatite, poiché il CBD impedisce l’accumolo di grassi nel fegato dovuto all’alcol. I ricercatori del Dipartimento di Farmacologia dell’Università King Faisal di Al-Ahsa hanno affermato che il cannabidiolo può anche proteggere il tessuto del fegato dagli effetti dannosi del cadmio (elemento chimico tossico che può portare disfunzioni renali ndr). Infine, concludiamo con lo studio svolto dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Haifa, i quali hanno affermato che il CBD può rappresentare un nuovo approccio per i deficit cognitivi che accompagnano depressione ed altri disturbi neuropsichiatrici legati ad ansia e stress.

Definizione e benefici del CBD