I terpeni sono quelle sostanze che determinano la fragranza nelle piante di cannabis. Senza i terpeni, le Cheese non avrebbero quel caratteristico odore di formaggio rancido e la Dinamed CBD non ci regalerebbe il suo profumo agrumato. I terpeni sono spesso eclissati dai cannabinoidi e dai loro effetti, principalmente il THC e, interesse più recente, il CBD. Dunque, perché non esplorare le possibilità di queste sostanze che fra l’altro possono essere anche acquistate separatamente sul mercato? Cosa sono i terpeni e quali proprietà possiedono? Scopriamolo insieme!

Tra i molti composti chimici presenti nella pianta di marijuana, circa 140 appartengono a questo gruppo di idrocarburi organici noti come “terpeni”. I terpeni sono molecole volatili facilmente evaporabili che arrivano al naso e ci aiutano a identificare il tipo di vegetale con cui abbiamo a che fare. Di fatto i terpeni non si trovano esclusivamente nelle piante di cannabis, ma fanno parte di molte altre specie del regno vegetale.

Cosa sono i terpeni?

I terpeni sono composti organici formati da atomi di carbonio e idrogeno.

I terpeni presenti nella composizione chimica della cannabis vengono sintetizzati dalle cellule secretrici dei tricomi ghiandolari e la loro produzione aumenta con l’esposizione alla luce. Proprio come i cannabinoidi, si accumulano soprattutto nella resina essudata.

Qual è la funzione dei terpeni della cannabis?

Questi profumati composti si trovano in concentrazioni maggiori nei fiori delle piante di cannabis femmina che non sono state impollinate e hanno un ruolo determinante nella protezione da possibili minacce quali batteri, funghi, insetti o qualunque altro fattore di stress ambientale.

La quantità e la composizione dei terpeni di ogni pianta cambia a seconda della genetica e delle condizioni di coltivazione. Come abbiamo appena accennato, questi composti aromatici vengono utilizzati dalle piante per respingere i predatori, ma anche per attirare gli insetti impollinatori. I fattori che incidono sulla produzione dei terpeni sono molto vari: clima, tempo di maturazione, fertilizzanti, substrato e perfino il momento del giorno in cui viene fatto il raccolto.

Benché la composizione terpenica di ogni pianta sia unica, l’odore delle piante di una stessa varietà tende a essere molto simile e serve a indentificarne il ceppo. Questo è dovuto al fatto che la combinazione di terpeni negli individui di una stessa genetica è molto somigliante, ecco perché e possibile distinguere una Cheese da una Critical + o da una Original Amnesia tramite l’olfatto.

I terpeni come precursori dei cannabinoidi

A quanto pare, i terpeni sono coinvolti nel processo di produzione dei cannabinoidi, dato che questi ultimi sono costituiti da blocchi di terpeni e gruppi di fenolo. In condizioni di coltivazione standard, è stata rilevata una correlazione tra il livello di terpeni e dei cannabinoidi, il che potrebbe essere spiegato dal fatto che sia i monoterpeni che i sesquiterpeni vengono sintetizzati nei medesimi tricomi ghiandolari dei cannabinoidi.

Come si estrae l’olio di terpeni o olio essenziale di marijuana?

Per estrarre l’olio essenziale di cannabis basta impiegare un processo di distillazione a vapore. Tramite questo metodo, il vapore passa attraverso la materia vegetale e porta con sé l’olio essenziale della pianta. A differenza dei cannabinoidi, i terpeni sono idrosolubili, ecco perché distillando la cannabis con vapore acqueo si ha la certezza di ottenere solo i terpeni, e non i cannabinoidi (che sono liposolubili), e di conseguenza l’olio essenziale risultante non ha alcun effetto psicoattivo.

Quali sono le applicazioni dell’olio essenziale di terpeni?

Il processo descritto sopra consente di estrarre i terpeni da tutte le varietà di cannabis che conosciamo oggi. Queste estrazioni sono “prelibatezze” commercializzate in piccole dosi e a prezzo elevato, dato che per ottenere una minuscola quantità di olio ci vogliono dei volumi di cannabis molto grandi. Tra le varie applicazioni, troviamo:

  • L’aromaterapia: l’olio essenziale può essere aggiunto a creme, lozioni e oli da massaggio.
  • Poter godere dell’aroma della cannabis senza gli effetti psicoattivi caratteristici della pianta tramite l’aggiunta dell’olio nei liquidi per sigarette elettroniche.
  • I dab: spesso, durante il processo di estrazione della cannabis, molti terpeni vengono persi, e con essi, il sapore della marijuana. Una soluzione azzeccata in questi casi può essere appunto l’olio essenziale.

Ma la lista non finisce qua. E se teniamo conto che questo tipo d’olio non produce alcun effetto psicoattivo e che è stato classificato come sostanza sicura dalla FDA e altre agenzie, le possibilità sono infinite.

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